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La penisola di Sirmione, come del resto tutta la riviera del basso Garda, era luogo di vacanza di importanti famiglie, come svela il ritrovamento di tre ville denominate "Grotte di Catullo".
Le Grotte occupano una superficie di circa due ettari e sono considerate la più grande zona archeologica del nord Italia. L’ampiezza del luogo e la limitatezza di resti non agevolmente interpretabili rendono tuttavia laborioso al turista privo di esperienza una visita che gli consenta orientarsi in modo esauriente.
Il turista che si attende ruderi somiglianti a quelli di Pompei resterà probabilmente scontento: della villa originaria non è restato pressoché niente, quello che si osserva sono le possenti opere murarie che facevano da fondamenta all’edificio stesso, oltre a qualche ambiente di servizio.
Quantunque, la seduzione di questa località non passò inavvertito ai visitatori di un tempo, che seppero apprezzare le antiche pietre rosate con l’ambiente che avvolge questo luogo irripetibile. Riuscire a coniugare i segni del tempo antico con il fascino della natura fa della visita di questo sito un momento di indimenticabile piacere.
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